GIOVANNI XXIII S.R.L. "Centro Don Franco Picco"

Presidio socio assistenziale a rilievo sanitario per disabili di Lessona (BI)

Centro autorizzato ASL 12 di Biella



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SOGGIORNO SERENO "GIOVANNI XXIII s.r.l."

Via Roma 2- Tel. 015.981376 13060 - Lessona (VC) Residenza Assistenziale Alberghiera per Anziani

Novita':

Vacanze estive: i ragazzi che non vengono portati in vacanza dalle rispettive famiglie partecipano a soggiorni in località marine con la possibilità di inserimento temporaneo in una realtà locale completamente diversa rispetto a quella istituzionale, con incremento dello svago e delle attività all'aria aperta. Questi momenti consentono inoltre di creare un diverso rapporto con gli operatori e fra gli assistiti, con un relativo livellamento dei ruoli e ridimensionamento dei conflitti.

Feste: tutti gli ospiti partecipano alle principali feste comunali di Lessona e dintorni; allo stesso tempo è possibile l'accesso di persone esterne alle feste organizzate dal Centro, la principale delle quali è la festa di Natale, che avviene alla presenza delle famiglie, delle autorità locali, del Vescovo di Biella e di quanti desiderano essere presenti. In quest' occasione i nostri assistiti preparano rappresentazioni e balletti e lo spettacolo viene inoltre animato dalla partecipazione di corali, di un mago, ecc. Durante l'anno vengono inoltre organizzate altre feste "minori" per fornire agli assistiti scadenze piacevoli mediamente ravvicinate, che tengano desta la motivazione alla partecipazione a quanto proposto.

 

 


 
CHI SIAMO

 

Punto 1: Caratteristiche del Centro e dell'utenza.
Il nostro Centro fa parte di quel tipo di strutture per disabili denominate R.A.F. (Residenza Assistenziale Flessibile). Sono presenti il tipo A (per pazienti disabili adulti che pur nella complessità della patologia correlata al grado di handicap mantengono potenzialità di recupero in particolare sul piano socio-relazionale) e di tipo B (per pazienti disabili adulti che necessitano di un elevato grado di assistenza alla persona per mantenere le abilità residue, in presenza di gravi e plurimi deficit psico-fisici).
I posti sono 50 e i soggetti che vengono accolti dovrebbero avere un'età compresa fra i 18 e i 50/55 anni ( non anziani e non minori) e una diagnosi primaria di ritardo mentale con le più comuni patologie associate: cerebropatie, epilessie, disturbi del comportamento.

Punto 2: Esperienze di attività congruenti con l'intervento proposto

Le attività attualmente svolte presso il Centro presentano tre obiettivi principali:

A) incremento della qualità della vita degli ospiti
Per quanto riguarda la qualità di vita è necessario considerare la durata del ricovero, che varia da uno a parecchi anni. Il contesto ambientale deve quindi avvicinarsi a quello familiare o comunque domestico, evitando di instaurare con l'assistito un rapporto eccessivamente medicalizzato e tecnicizzato, che comprometterebbe la possibilità di un rapporto empatico. Le proposte di attività, il progetto di intervento vengono così inseriti in una modalità di proposta a "misura d'uomo", calata in una realtà di vita quotidiana. A tal fine il centro è attualmente organizzato in 6 gruppi-famiglia nei quali sono suddivisi i 50 ospiti, in modo da poter vivere in spazi compatibili con quelli domestici, con una convivenza con un numero limitato di persone ed un rapporto costante con operatori fissi in ogni gruppo.

B) stimolo della motivazione
Il tipo di attività, il buon rapporto con gli operatori, la buona qualità di vita, ecc. sono utili concretamente nel far sì che il soggetto possa investire la realtà che lo circonda di nuovi contenuti cognitivi ed emotivi utili per un miglioramento del quadro clinico o almeno per rallentare il decorso della patologia di base.
La motivazione è il principale e più insondabile stimolo interno di una persona ed è parte integrante della possibilità di intervenire positivamente sull'evoluzione del soggetto. Elementi fondamentali per lo stimolo alla motivazione sono la gratificazione della persona, la proposta di attività diverse, che ne stimolino la curiosità, l'indicazione di obiettivi e scadenze compatibili con il tipo di patologia, il buon rapporto con gli operatori e gli altri assistiti.

C) creazione di un setting terapeutico istituzionale.
Nel centro grazie alla corretta organizzazione della struttura ed ai rapporti interpersonali che vi si instaurano, dovrebbe realizzarsi quella funzione di contenimento fisico e mentale, che sta alla base di ogni riabilitazione e si concretizza da una parte in un atteggiamento empatico e non invadente degli operatori, con uso di canali comunicativi consoni alle diverse situazioni; dall'altra in un'organizzazione della struttura con i suoi spazi ed i suoi orari, che dia limiti e ritmi al soggetto, ma con una continua ricerca di adattamento, per quanto possibile, alle esigenze del singolo o del gruppo £'llIliglia.
In tale contesto è possibile superare il rischio di discontinuità e frammentarietà dell'intervento in virtù sia dell'utilizzo di uno spazio fisico unitario, sia dell'integrazione lavorativa dei diversi operatori. Un cenno particolare meritano le iniziative che coinvolgono tutti gli assistiti e buona parte degli operatori: la partecipazione ad un impegno comune, che vada al di là del singolo, del piccolo gruppo, del gruppo famiglia, favorisce infatti un progressivo allargamento del raggio di azione dell'assistito ed al tempo stesso contribuisce a contrastare la tipica frammentazione del 1- --_:_-+:_

GIOVANNI XXIII s.r.l.- LESSONA - BIELLA - TEL- +39.015.981285/901130 Fax +39.015.981824 e-mail info@giovannixxiii.it